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Visualizzazione dei post da agosto, 2018

A volte, per capire

Marilena Moresco A volte, per capire A volte, per capire, immagino come percepiremmo il reale senza calendari che lo dividono in anni, in mesi e i giorni. Come sentiremmo il giorno, che nasce dalla notte e la notte che viene, con lo scemar della luce, senza numeri, senza scadenze. Come interpreteremmo il nascere, alla consapevolezza dell'essere, nelle onde del tempo, che trasporta l'umanità, dai flutti tumultuosi delle esperienze, che lo fanno “persona”, alle rive dell'eternità.

Come canta la gioia

Marilena Moresco Come canta la gioia Canta nel cuore, la gioia! Canta senza far rumore, nelle armonie, della gioia, del silenzio! Canta ascoltando il tinnar della pioggia! Canta alla luce che viene a svegliare il mondo! Canta all'abbraccio stretto, stretto fra la madre e il figlio il mattino. Canta alla colazione, della famiglia insieme intorno al tavolo. Canta, alla Vita che viene! Canta, accompagnando le melodie del silenzio, l'armonia degli uccelli, che in alto lo portano, incontro ai cieli!

Sempre uguale sempre diverso

Marilena Moresco Sempre uguale sempre diverso Sento questo reale in divenire come una realtà senza ancoraggi. Poiché, secondo me, le fondamenta di tutto ciò che è stanno nello spirito. In un Pianeta che ruota nello spazio, sospeso fra campi di forza ed onde elettromagnetiche. Un pulviscolo, nell'Universo senza limiti e senza Tempo. Pur le creature, sentendosi ferma e solide, anche se ruotano con la Terra. Pur le scelte, nella storia d’ogni persona ha riflessi sull'umanità intera. Come la tela che tesse un ragno e ne vedi la presenza e la bellezza solo se ci batte sopra il sole. Una realtà consistente nei luoghi che riconosci, ma inconsistente, poiché sempre in mutamento. Anche gli emigranti che tornano al paese, delusi, non lo ritrovan più come lo mi portavan nella memoria. La mia città sta in un luogo ma non è più la città della Repubblica marinara, non è più quella Dei Fieschi

Quanto m’è caro e sì dolce

Marilena Moresco Quanto m’è caro e sì dolce Quanto m’è caro e sì dolce Il frusciar del venticello nel fogliame! Dalla vetrina di lunghi salsicciotti grigi chiari e grigi scuri che fanno il cielo ecco affiorare e svelarsi, tre strisce lunghe e strette di rosa soffuso, che si fa strada, con lampi sparsi, d’azzurrino chiaro. Quanto basta ad arrossar i palazzi, fradici di pioggia, appesi al versante, come a franar la terra, alla collina. Niente tubar di tortore, oggi. Solo uccelli, che volano tanto alti da farsi trattieni. E l’incantevole ed indecifrabile Voce di Luce ch’è la vita, di momento in momento splendida, chiama i suoi figli, con la Bellezza relativa, alla Bellezza eterna.

Ho scoperto

Marilena Moresco Ho scoperto Solo stamane ho scoperto che mi manca, con la pioggia, il vivace cinguettio, al mattino, degli uccelli. Non più trilli e gorgheggi, a festeggiar la luce che viene. È rimasta la voce di un gallo, d'un cortile lontano, che canta, una volta sola. È proprio buio, quando i trabiccoli della città degli uomini, col loro chiasso, insolente, già iniziano ad occupar le strade. Ma già la mia anima, ancora qui, vive altrove, azzurri spazi liberi e puliti.

Sabato 24 Maggio 2008

Marilena Moresco Sabato 24 Maggio 2008 Ho imparato che amo l'inverno e la primavera e l'autunno. Quando la luce si fa morbida e la brezza fresca e pulita nell'inverno, scende dai ghiacciai. Amo le atmosfere del mattutino e dei vespri.

Venerdì 11 gennaio 2008

Marilena Moresco Venerdì 11 gennaio 2008 Pareva una pagina, stracciata, di Edgar Allan Poe. L'aurelia, Genova-Recco. Pioveva fitto. L'acqua rimbalzava dalle gomme, sulla strada lucida. I fari delle auto, in senso opposto, abbaglianti, da oscurare la striscia di mezzo. La tensione d’arrivare in orario. Di mantenersi in carreggiata. Neanche la musica, per non distrarsi. In un'aura nebbiosa, come il grigio del mare arricciato, che avanzava come la massa nera di Blob, sui sassi della spiaggia. Le voci di Camogli appannate, quasi spente. Come era svanito il monte di Portofino. Sotto un cielo plumbeo i pini e i cipressi di un cimitero sfilavano i mobili. Larghe zone d'ombra, fra la luce adombrata da un lampione all'altro. Scivolavano, le ombre. Solo uscendo, dall’ufficio, mi hanno sorriso, con allegria, una riga di dieci alberelli in fila, pieni di piccoli man

Sabato 16 febbraio 2008

Marilena Moresco Sabato 16 febbraio 2008 Per prima ho udito la tua voce, caro vento, questa mattina. Urli, come venissi di lontano, poi prendi fiato e torni a soffiare, per le strade vuote.

Ieri

Marilena Moresco Ieri Affascinata stendevo, ieri, quasi affacciata in pieno sole, da far cuocere un uovo sul davanzale, su una macchia di lecci, a far ombra alle panchine. Sotto di me i lunghi rami ricchi di larghe, generose foglie, di giganteschi fichi. Salgono, s’allargano e s’espandono, da grosse radici interrate, profumati di resina, spogli di frutti, dietro un muretto. Mentre esalano dai marciapiedi, ciancicati dai passanti, il loro profumo dolciastro, i fiori caduti degli oleandri, che ha staccato il vento, ma nessuno coglie. Bellezza fragile e tenera, violata con tanta indifferenza e tale leggerezza! È scesa la sera, in uno splendido raso, blu scuro. Accesi i lampioni, di un’aura rosa, la notte avanzava, con dentro una stella. Verso ponente, dove brillava ancora sulla città un celestino luminoso chiaro, che non voleva saperne di andar a dormire. A casa ho trovato, oltre

I passi dell' eremita

Marilena Moresco I passi dell' eremita Al tempo dei Padri del deserto c'era un santo monaco eremita. Aveva vissuto a lungo con altri Monaci e un maestro. Poi si era addentrato nel più profondo deserto per vivere una vita di maggiore penitenza. Tutte le mattine, dopo il risveglio e la preghiera, si recava ad attingere acqua per le necessità della giornata. Ma il pozzo era lontano e lui sempre più vecchio. Così meritava di trasferirsi in una grotta più vicino alla sorgente. Un giorno, tornando alla grotta che gli faceva da casa, con il pesante orcio pieno di acqua, più affaticato del solito, pensava: “Domani raccoglierò le mie poche cose e andrò a vivere più vicino all'acqua”. Mentre pensava così, fu sorpreso di udire un fruscio dietro di sé. Si voltò e vide un Angelo con un gran libro aperto, che contava i suoi passi e scriveva: duemilacento... duemilacentouno...  duemilacentodue... Il Santo Vecchio trasalì di stupore, ma l'angelo lo rassicurò: “Co

Seize the moment

Marilena Moresco Seize the moment Se non vai a piedi non vedi la vita! Non vedi i gonfaloni bianco accesi delle nuvole, nelle rotte dei cieli. Non vedi le esili fatine rosa, dalle grandi ali eteree di farfalla, in vetrina! Non vedi la lucertolina guizzante che di striscio ti guarda mentre traversa il marciapiede! Non senti l'allegro brum brum d’avvio di moto, che porta le consegne ai vecchi, il fruttarolo. Non aspiri la fragranza del pane e dei dolci ch’esce dalla panetteria! E se non lo vedi, cosa mai vivi, dell’immensa gioia ch’esprime la vita? Seize the moment.

A chi

Marilena Moresco A chi A chi narrerò la bellissima tramontana che finalmente è ritornata! Il delizioso frusciar, che mormora, sventolando con forza il fogliame. Di più di una fogliolina gialla, piccola e rotonda, come un’unghia fatta a cuore, che si stacca allo strappo del vento, vola e cade. Con chi vedrò la nuova fioritura d’oleandro, a boccioli rosa al lungo tepor della calda stagione . A chi racconterò la gioia di vivere dentro la vita Bella! Quando è sol l'amore che, quando bussa e gli viene aperto, alza i suoi veli alle cose importanti del cuore!

Di cosa sa l'aria

Marilena Moresco Di cosa sa l'aria L'aria sa di verde bagnato e di polvere mangiata, stamane. Si specchia il grigio, nella pozzanghera, mentre gonfi gonfaloni di nuvole scorrono, incontro al loro destino. Stanno asciugando i marciapiedi ed i poggioli, ma l'asfalto è ancor pregno, nero di pioggia. Qual meraviglia l'albero! I rami s'allungano ed il fogliame su ognun sempre più spesso, di foglie e foglie, su foglie, sopra foglie. Comme robe manteau di visone, come della volpe, morbidi colli. Ma molto più belli perché vivi, splendono e respirano, dalla terra, nella pioggia e nella brezza, la Vita, per un nobile scopo, di bellezza e gioia!

Anche marzo ha fatto le valigie

Marilena Moresco Anche marzo ha fatto le valigie Anche marzo ha fatto le valigie. Ancora una notte, partirà domani. Anticipa sempre il mio desiderio, il tempo. Ha fretta. S’è aperta la finestra su un cielo celestino chiaro, dove galleggiano lembi di nuvolaglia sottile, che vanno dissolvendosi. Su uno stelo, fra due cespugli verdi d’ortensie, son sbocciate due rose, larghe, macchiate di rosso.

Guarda, stanno fiorendo i nespoli

Marilena Moresco Guarda, stanno fiorendo i nespoli Guarda, stanno fiorendo i nespoli: quel lungo fiore bianco a becco, simile in spessore a quello di magnolia. In città ed in riviera. Borghi sul mare, con le barche tirate a secco, sui sassi. Villette sparse, come pecore rosa fra gli ulivi, su per la collina. Battel l’ore e segna i quarti il campanile. Gente che va, gente che viene, frettolosa ed assorta, nei loro pensieri. Certo fan tristezza, tante persone che non sorridono. Senza gioia, senza allegria, mentre la vita li consuma, senza far rumore.