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Cessata è la pioggia

 CESSATA E’  LA PIOGGIA Cessata la pioggia, s’è alzato, il vento, sbattendo e svolazzando,  il tessuto leggero della bandiera, bicolore,  contro il poggiolo.

Un rombo infrange l'aria

 Un rombo infrange l'aria Un rombo infrange l’aria, di lontano. Forse un aereo, in rotta, sopra le  nuvole, o forse un tuono, od una serie ripetuta di tuoni, che quì  rimbomba. Il vento,  sbatte le bandiere, asciugando l’asfalto, ed i poggioli. Ormai le gocce della pioggia, restano appese sol alle ringhiere. In questa luce senza sole, impallidiscono anche i gerani, ingrigiscono le ali verdi, degli abeti, e giallognolo par il fogliame, intorno agli oleandri rosa. E pur dondola,  per la chioma,  la novella pianta del glicine, senza fiori, che s’avanza da un terrazzo.

Una bella burrasca

 Una bella burrasca Stanotte, m’ ha tirato via dal sonno, una bella burrasca, per farmi sentir, la bellezza della sua voice e della sua potenza!. Nello scrosciar dell’acqua, fitta, fitta, a catini rovesciati, a popolar il silenzio! Stamani! Avanti  le sei, ho aperto la finestra, in una luce tutta rosa, che s’allungava, dal marmo del davanzale, a tutta la stanza! Rosa, come tutte le gote, di nuvole, che facevan corteo ad uno splendido arcobaleno. Alto e vasto a semicerchio, dalla collina, traversava, fin  l’orizzonte sul mare,  l’ampia volta del cielo, come un ponte sospeso. Dall’ etereo verde, all’acquamarina, al giallo, limone e cromo, al rosso carminio. D’uno splendor, che fa tacere di muto incantamento, anche gli uccelli, nel lussureggiante fogliame, già svegli. Sol quando va svanendo e la nuvolaglia, appar di grigi macchiata, e di un violaccio cupo che s’affaccia dal ponente, nella luce incolore, riprendon  coraggio a cantar, con lo stupor della gioia, ...

Son sgocciolati

 SON  SGOCCIOLATI Sgocciolano,  tutti i miei giorni. Li vedo cadere, e se vanno via,  uno ad uno, come le foglie,  degli alberi in autunno. Una vasca d’acqua di Vita, mi è stata riversata sul capo, e dal Battesimo, sgocciola i suoi giorni, in questo tempo che io guardo e partecipo, in  un corpo robusto e fragile. Ma d’ una volontà tenace, alla  Verità, vivificato dallo Spirito,  nella Luce. Cadono a gocce, dal mio abito di pelle, i miei giorni, in una pozzanghera che s’asciuga al sole, che ne cancella le tracce. Rimane, in  me, il Vero, Colui,  che guardando, ama.

Mi sfugge il tempo

 MI  FUGGE  IL  TEMPO Mi fugge il tempo, fra le dita, come l’acqua della sorgente, che sgorga e passa. Era una settimana fa, era l’altro ieri, era ieri, ma è già oggi, ed ora. Momenti, momenti afferrati, nella  pienezza della presenza, che restano, a ricordare. Un giovane amore, che sognava un altare. Ma ch’era ed altro non poteva essere, ed altro non era, e sarebbe stato, per tutta la vita terrena,  che a senso unico. Perché il “ritorno”, il senso alternato, ha per la terra, il Cielo!

Ultime gocce di maggio

 ULTIME GOCCE  DI  MAGGIO Stamani, il luminoso azzurro, va  stemperando, in spennellate di bianco, in  code di comete, come le ultime tirate di pennello che va asciugando. Va, intiepidendo, opacizzando quasi, anche i brillii, dei raggi solari, sull’erbe che scintillavano pure, in punta, i rami più alti degli alberi. Un principio caldo d’estate, con le tende verdi, tirate sui poggioli, e gli ombrelloni nei giardini, aperti.

Gli spiccioli che va spendendo maggio

  GLI SPICCIOLI CHE VA SPENDENDO MAGGIO,  ALLO SGOCCIOLIO DEI SUOI GIORNI Dalle prim’ore del giorno, da prima che schiarisse il ciel, s’è alzato il vento. Gagliardo, m’ ha svegliato, facendo gemere le tapparelle al balcone. Soffia, talmente forte, da zittire, alle prime note, il canto degli uccelli. Caro il nostro vento, dal nord, che respinge l’umido stagnante, ai tropici. La tramontana che non guarda in faccia nessuno, ed accompagna le nuvole, come una guardia, un clandestino, accompagna al confine, al di là, dell’Appennino.